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Pitting
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top
L'mwbqerosione o mwbgcorrosione alveolare (anche mwbwmwcapitting o mwcqvaiolatura) rappresenta il fenomeno della comparsa sulla superficie di un materiale di piccoli danneggiamenti dalla morfologia caratteristica, per cause differenti dovute a un attacco corrosivo localizzato, a carichi hertziani elevati oppure a mwcgcavitazione.
Contents
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Corrosione localizzata per pitting
La mwegcorrosione localizzata per mwewvaiolatura o corrosione per mwfapitting (dall'inglese mwfqpit: alveolo o foro) è una tipologia di corrosione localizzata che si innesca quando lo strato mwfgpassivante di ossidi insolubili che si forma sulla superficie dei metalli, a seguito del mwfwmeccanismo elettrochimico viene rotto localmente per effetto degli ioni mwgaalogeni (principalmente mwgqcloro), determinando l'attivazione del processo di corrosione.
Il mwgwpitting si può innescare sia nei metalli a comportamento elettrochimico attivo quali le mwhaleghe ferrose (mwhqacciai al carbonio e debolmente legati, mwhgghise) sia per quelli a comportamento passivo come l'mwhwacciaio inossidabile, le leghe ferro-cromo-nickel, le mwialeghe di rame, le mwiqleghe di alluminio, mwigalluminio, ecc.
La differenza tra i due comportamenti elettrochimici è la seguente:
• il mwjgcomportamento elettrochimico attivo è caratteristico di quei metalli che ossidandosi danno origine a prodotti di corrosione insolubili (es. mwjwruggine) che una volta depositati sul materiale formano un mwkafilm spugnoso e poco compatto inadatto a impedire il processo anodico e pertanto a passivare il sottostante metallo;
• il mwkgcomportamento elettrochimico passivo è caratteristico di quei metalli che ossidandosi danno origine a prodotti di corrosione insolubili che formano un sottile strato compatto e continuo capace di impedire il processo anodico e di conseguenza la corrosione del materiale sottostante.
Pertanto anche i materiali come l'mwlaacciaio inossidabile, pur essendo resistenti alla corrosione generalizzata perché hanno una forte tendenza a passivarsi (già se semplicemente esposti all'azione atmosferica), in presenza di ioni cloro capaci di rompere localmente lo strato passivante sono soggetti all'attacco localizzato per vaiolatura.
Ferri d'armatura
È soggetto al pericolo di mwlwpitting anche il ferro di armatura del mwmacalcestruzzo armato.
Infatti gli mwmgioni cloruro Cl- (ambiente marino, sali disgelanti) penetrando nella matrice cementizia, anche nel caso di calcestruzzo non mwnacarbonatato (mwnqpH 12,5 -13), possono dissolvere il film alcalino che protegge le armature innescando la corrosione del metallo sottostante.
Di norma l'mwnwidrossido di ferro formatosi in ambiente molto basico (con pH > 11), come si verifica nel calcestruzzo per effetto della presenza della calce, si presenta stabile, denso, compatto e aderente al sottostante supporto metallico e pertanto capace di mwoapassivarlo.
Ma in presenza di cloruri il film di ossidi diviene invece poroso, permeabile all'ossigeno e all'umidità e quindi non più protettivo per il ferro sottostante (depassivazione del ferro).
Questa azione di distruzione del film protettivo, almeno in condizioni di pH elevato, avviene in forma localizzata nelle zone della superficie delle armature dove si raggiungono determinati tenori di cloruri.
Se tali tenori diventano eccessivi, l'attacco può interessare zone più estese, per cui la morfologia tipica del mwpapitting è meno evidente; il meccanismo comunque non cambia.
La corrosione per mwpgpitting nei calcestruzzi armati, non essendo accompagnata dalla formazione di mwpwruggine, e quindi da distacco del mwqacopriferro, è estremamente pericolosa in quanto il fenomeno non è facilmente rilevabile a occhio nudo.
Per le strutture esposte all'atmosfera si considera come tenore critico un contenuto di cloruri nell'intervallo di 0.4-1% in massa rispetto al cemento.
Questo valore può cambiare significativamente in funzione dei seguenti parametri:
• il mwrqpotenziale elettrochimico delle armature (che dipende principalmente dal contenuto di umidità del calcestruzzo);
• il mwrwpH della soluzione dei pori del calcestruzzo (che dipende principalmente dal tipo di cemento utilizzato);
• la presenza di vuoti nell'interfaccia tra il calcestruzzo e l'armatura (che dipende dalla lavorabilità del calcestruzzo e dalla vibrazione);
• la temperatura;
• la composizione della armature e le loro condizioni superficiali (ad esempio la presenza di mwswossidi di laminazione).
Meccanismo di corrosione
Il meccanismo di corrosione per mwtgpitting inizia con la distruzione localizzata dello strato passivante di ossidi a causa dell'azione degli ioni cloro.
La piccola estensione delle aree anodiche rispetto all'ampia zona catodica dà luogo a un attacco localizzato che è causa di formazione di vaiolature (in inglese mwuwpit).
Le vaiolature possono evolversi rapidamente fino alla perforazione del metallo stesso.
Usura per fatica per pitting
Il mwwwpitting è anche un fenomeno di fatica superficiale dovuto alla pulsazione della pressione di contatto tra i denti ingrananti di un mwxaingranaggio, che può produrre un deterioramento che si estende fino a impedire il buon funzionamento delle ruote dentate ed eventualmente anche rumore nella trasmissione.
Per ottenere un buon funzionamento delle ruote dentate sotto carico è importante limitare il danneggiamento superficiale; ciò si ottiene limitando la pressione di contatto tra i denti. mwxgHertz è stato il primo studioso a occuparsene, risolvendo il problema tramite la determinazione di una pressione di contatto mwxwlimite.
La teoria hertziana fornisce il massimo valore della pressione di contatto pH in funzione dei raggi dei due cilindri e delle mwyqcostanti elastiche E e v dei due materiali, che possono anche essere diverse tra loro.
Usura per cavitazione
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Altri progetti
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Collegamenti esterni